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BRICIOLE DI SPIRITUALITA' |

CONOSCERMI, CONOSCERTI…
Signore Gesù, conoscermi, conoscerti, non desiderare che te.
Odiarmi e amarti; agire solo per amor tuo, diminuire perché tu cresca!
Non pensare che a te, morire a me stesso per vivere in te.
Qualunque cosa accada, riceverla da te Rinunciare a me per seguirti, e
desiderare di seguirti sempre.
Fuggirmi, rifugiarmi in te, per essere da te difeso. Temere per me e
temerti, per aver posto fra i tuoi eletti.
Diffidare di me, fidarmi solo di te, voler obbedire per te; non
attaccarmi che a te, esser povero per amor tuo.
Guardami, e ti amerò; chiamami perché ti veda e di te goda eternamente.
Amen!
S. Agostino

COLLOCAZIONE PROVVISORIA
di don Tonino Bello
Nel
duomo vecchio di Molfetta è riposto un grande crocifisso di
terracotta. L’ha donato, qualche anno fa, uno scultore del luogo. Il
parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato
alla parete di un locale della sacrestia e vi ha apposto un
cartoncino con la scritta
“Collocazione Provvisoria”. La
scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione
dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho
pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il
crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione
precaria, con quel cartoncino ingiallito.
Collocazione provvisoria! Penso che non ci sia formula migliore per
definire la croce: la mia, la tua, non solo quella di Cristo.
Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella.
Animo, tu che provi i rimorsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che
bevi al calice amaro dell’abbandono. Non imprecare, sorella che ti
vedi distruggere giorno dopo giorno dal male che non perdona.
Asciugati le lacrime, fratello che sei stato pugnalato alle spalle
da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu
che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.
Non abbatterti, fratello povero che non sei calcolato da nessuno.
Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre
“Collocazione provvisoria”. Anche
il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce. C’è
una frase immensa che riassume la tragedia del creato al momento
della morte di Cristo: “Da mezzogiorno alle tre si fece buio su
tutta la terra”. Forse è la frase più scura della Bibbia. Per me è
una delle più luminose. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo
allora è consentita la sosta sul Golgota! Al di fuori di quell’orario,
c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la
rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà
considerata abusiva anche da Dio.
Coraggio
allora, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla
croce. C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto
amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un
bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di
donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si
svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra
assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre di pomeriggio! Tra
poco, il buio cederà posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi
colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in
fuga.


UN OMAGGIO AL NOSTRO PAPA
CHE ADESSO VIVE IN CIELO
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Grazie Santo Padre
per il Coraggio e la Forza che ci hai trasmesso,
per la tua infaticabile ansia di annunciare il Risorto
e portare a tutti la buona notizia dell'Amore.
Il tuo esempio ci spinge a continuare la nostra opera missionaria nella
doppia direzione
dell'ACCOGLIENZA dei più poveri e dell'ANNUNCIO del Vangelo della Spreranza...
GRAZIE
PAPA

"All'umanità, che talora sembra
smarrita e dominata dal potere del male, dell'egoismo e della paura,
il Signore risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia e
riapre l'animo alla speranza.
E' amore che converte i cuori e dona la pace.
Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di accogliere la Divina
Misericordia!
Signore, che con la tua morte e risurrezione riveli l'amore del Padre, noi
crediamo in Te e con fiducia ti ripetiamo quest'oggi:
Gesù, confido in Te, abbi misericordia di noi e del mondo intero"
Dal Messaggio che il Santo
Padre aveva scritto per l'Angelus della Domenica successiva alla sua morte
Comunità Oasi Don Bosco - 2 Aprile 2005
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"Carissimi
giovani,
il Papa vi accompagna con la sua preghiera.
Maria, “donna eucaristica” e Madre della Sapienza,
sostenga i vostri passi,
illumini le vostre scelte,
vi insegni ad amare ciò che è vero, buono e bello.
Vi porti tutti a suo Figlio,
il solo che può soddisfare le attese più intime
dell’intelligenza e del cuore dell’uomo"
Dal Discorso scritto da Giovanni Paolo II
per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù
a Colonia |
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UN UOMO VENUTO DA LONTANO
Un uomo venuto da molto lontano,
negli occhi il ricordo dei campi di grano,
il vento di Auschwitz portava nel cuore
e intanto scriveva poesie d'amore,
amore che nasce dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.
Un uomo venuto da molto lontano
stringeva il dolore e un libro nella mano
qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.
Un uomo che parte, vestito di bianco,
per mille paesi e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi un dolore profondo:
vedere il cammino diverso del mondo,
la guerra e la gente che cambia il suo cuore,
la verità che muore.
Va', dolce grande uomo, va'.
Va', parla della libertà.
Va' dove guerra, fame e povertà
hanno ucciso anche la dignità.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
Dall'Est è arrivato il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma... c'è qualcosa che cambia,
un popolo grida: Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo.
Tu apri le braccia e incoraggi i figli
ad essere fratelli.
Va', dolce grande uomo, va'.
Va, parla della libertà.
Va " dove l'uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
Amedeo Minghi (scritta da Marcello Marrocchi) |
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UN OMAGGIO A MADRE TERESA DI CALCUTTA IN OCCASIONE DELLA
BEATIFICAZIONE

Grazie Madre Teresa
per la forte eredità che ci hai lasciato
per il cuore grande che ti ha fatto condividere la povertà dei più poveri.
Insegnaci, Madre, a vivere nella Povertà, perchè solo condividendola
possiamo capire e sostenere gli indigenti.
Insegnaci la "Diakonia della Compassione", del dolore condiviso;
insegnaci l'ascolto, l'attenzione, l'accoglienza;
dere Gesù Crocifisso nei Crocifissi della storia
insegnaci cosa vuol dire veramente essere disturbabili e disponibili
all'Amore;
a vedere Gesù Crocifisso nei crocifissi che bussano ogni giorno alla nostra
porta.
Madre, povera con i poveri, per i poveri, sei un meraviglioso esempio
di quel totale annullamento che ti ha fatta diventare "Tutta Amore"...
Intercedi o Madre per la nostra Oasi, per i nostri figli,
per quelli che ci sono ancora e per quelli che sono stati con noi,
soprattutto per due di loro che in questo momento sono in carcere.
Prega anche per quelli che verranno, perchè sia l'Amore ad accoglierli e
null'altro.
Affidiamo al tuo cuore "attento" i dolori di tutti coloro che si rivolgono a
noi
e ti consegnamo il futuro dell'Oasi...
parlane con don Bosco, ascoltate Maria mamma dell'Oasi,
poi offrite tutto a Gesù, che sa cosa fare...
Grazie di esserci e di esserci stata Madre Teresa
Sei con noi, una di noi.
Amen

Un abbraccio dai Fratelli dell'Oasi Don Bosco

RICORDO DI
MADRE TERESA
Di Madre Teresa,
m’è rimasto impresso il calorosissimo abbraccio finale che ci siamo date a
New York, l’ultima volta che l’ho incontrata, nel maggio del 1997. Era
ammalata, a letto. Ero andata con l’intenzione di trattenermi qualche
momento. Poi cominciò a parlare, a parlare della sua opera. Era il suo canto
del Magnificat, una cosa meravigliosa! Era felicissima. Quell’abbraccio è
rimasto per me come un segno, una promessa: che avrebbe continuato ad amarci
con predilezione, perché così ci amava quando era in vita. Ed è perciò che
sin dal momento della sua partenza, l’ho annoverata tra i nostri protettori,
certa, come tutti, che sarà presto proclamata santa. Ha realizzato in
pienezza quello che il papa definisce “genio femminile’ che sta proprio in
ciò che Maria aveva di caratteristico: non era investita da un ministero, ma
era investita dall’amore, dalla carità che è il più grande dono, il più
grande carisma che viene dal cielo.
Per noi è un
modello.
E’ infatti una maestra eccelsa dell’arte di amare. Amava veramente tutti.
Non chiedeva al suo prossimo se era cattolico o indù o musulmano. A lei
bastava che fosse uomo o donna, in cui riscopriva tutta la sua dignità.
Madre Teresa
amava per prima: era lei che andava a cercare i più poveri per i quali era
stata inviata da Dio.
Madre Teresa vedeva, come forse nessun altro, Gesù in ognuno: ‘L’hai fatto a
me” era appunto il suo motto.
Madre Teresa “si faceva uno” con tutti. S’è fatta povera con i poveri, ma
soprattutto “come” i poveri.
E’ qui che si differenzia dalla semplice assistente sociale o da chi è
dedito al volontariato.
Non accettava nulla che non potessero avere anche i poveri.
E’ nota, ad esempio, la sua rinuncia e quella delle sue suore ad una
semplice lavatrice, rinuncia che molti non comprendono - dicono: in questi
tempi! -, ma lei faceva così perché i poveri non ce l’hanno e quindi nemmeno
lei.
S’è addossata, ha fatto propria la miseria dei poveri, le loro pene, le loro
malattie, le loro morti.
Madre Teresa ha amato tutti come se stessa, sino ad offrire loro il proprio
ideale. Invitava, ad esempio, i volontari che prestavano per un certo tempo
servizio alla sua Opera, a cercare la propria Calcutta là dove ognuno
tornava. “Perché i poveri - diceva - sono un po’ dovunque”.
Madre Teresa ha senz’altro amato i nemici. Non s’è mai fermata a contestare
le accuse assurde che le si rivolgevano, ma pregava per i nemici.
Dopo la sua
partenza, l’ho conosciuta ancor più profondamente e con “avidità” ho letto
libri su di lei. Ho ammirato M. Teresa in modo specialissimo per la sua
determinazione. Aveva un ideale: i più poveri fra i poveri. E vi è rimasta
fedele. Tutta la vita ha puntato su quest’unico obiettivo. Anche in questo è
per me un modello di fedeltà all’ideale che Dio mi ha affidato.
Chiara Lubich


QUANDO DIO CHIEDE
Quando l'uomo chiede è sempre per ricevere;
quando Dio chiede è sempre per donare.
Anonimo

UOMO DI
PACE
Un uomo di pace fa molto più bene di un uomo colto.
Tommaso da Kempis

IL VERO
CREDENTE
Nessuno di voi è un
vero credente se non desidera per suo fratello ciò che desidera per se
stesso".
Maometto

IL DONO DI NOZZE DA PARTE DI DIO
La creatura che hai al fianco è mia. Io l'ho
creata .
Io le ho voluto bene da sempre, prima di te e più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
Quando l'hai incontrata l'hai trovata amabile e bella.
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza,
è il mio cuore che ha messo in lei tenerezza ed amore,
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità ,
la sua intelligenza e tutte le qualità che hai trovato in lei.
Ma non puoi limitarti a godere del suo fascino.
Devi impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri .
Ha bisogno di serenità e di gioia, di affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento, di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani, di soddisfazione nel lavoro, e di tante altre cose.
Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.
Sono Io, e non tu, il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita.
Aiutala ad incontrarmi nella preghiera , nella Parola ,
nel perdono, nella speranza . Abbi fiducia in Me.
La ameremo insieme. Io la amo da sempre.
Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno,
da quando vi siete innamorati .
Sono Io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei.
Era il modo più bello per dirti "Ecco te l'affido
Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità"
Con le parole "Prometto di esserti fedele, di amarti e
rispettarti per tutta la vita"
è come se mi rispondessi che sei felice di accoglierla
nella tua vita e di prenderti cura di lei.
Da quel momento siamo in due ad amarla.
Anzi Io ti rendo capace di amarla "da Dio",
regalandoti un supplemento di amore
che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende simile al mio.
E' il mio dono di nozze: la grazia del sacramento del matrimonio.
Io sarò sempre con voi e farò di voi gli strumenti del mio amore e
della mia tenerezza:
continuerò ad amarvi attraverso i vostri gesti d'amore
(Anonimo)

IL
VESTITO DI CHI E' NUDO
Il pane che
a voi sopravanza è il pane dell’affamato.
Il vestito appeso nel vostro armadio è il vestito di chi è nudo.
Le scarpe che voi non portate sono le scarpe di chi è scalzo.
Il denaro che tenete nascosto è il denaro del povero.
Le opere di carità che voi non compite sono altrettante ingiustizie che voi
commettete.
(S. Basilio)

LA CASSAFORTE
DI CRISTO
La mano del Povero è la
cassaforte di Cristo...
(S. Pier Crisologo)

PAZIENZA E
FEDELTA'
È nella pazienza che Dio vuole
maturare la nostra speranza.
Dio non delude mai coloro che si affidano a Lui,
ma vuole che cresca ogni giorno nella pazienza la nostra capacità di
accogliere il dono che Lui sta per fare.
Se Egli rispondesse subito alla preghiera, poco grande sarebbe il suo dono;
il premio di Dio è misurato da questa lunga pazienza che matura l'uomo che
rimane fedele.
(Divo Barsotti)

SCEGLIERE I POVERI
Quando
si è fatta la scelta dei poveri si è due volte sicuri di aver fatto una
buona scelta.
Abbiamo scelto come Gesù. E abbiamo scelto Gesù.
(Henri de Lubac)

NON PREOCCUPARTI
Chi ti dà il
giorno ti dà anche il necessario per il giorno.
(San Gregorio di Nissa)

GENEROSITA’ DI DIO
Non vediamo
il bene che Dio ci fa perché non smette mai di farcene.
Niente colpisce meno la coscienza di un bene continuamente offerto.
(Gustave
Thibon)

MESSAGGIO DI TENEREZZA
Questa notte no fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita,
apparivano orme sulla sabbia: una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finchè tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c'era solo un'orma...
Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia, di maggiore paura e di maggior dolore...
Ho domandato, allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia
vita,
ma perchè mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori?".
Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la
camminata
e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo, e non ti ho lasciato....
i giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio".

CARITA’
Un vescovo, morendo, aveva lasciato tutti i
suoi averi alla Chiesa,
ma la sorella reclamava l'eredità per sé.
Si chiese a S. Ambrogio di fare da giudice nella disputa
e il vescovo decise che l'eredità spettava alla sorella.
A chi gli faceva osservare che la Chiesa ci avrebbe perduto, rispondeva:
"No, la Chiesa non perde mai quando a guadagnarci è la carità".

NON SIAMO
SOLI
Non saremo mai soli, finché ci sarà un
tabernacolo sulla terra.
(Chiara Lubich)

CIO' CHE
DIO VUOLE E' PER IL MEGLIO...
Un re del
tempo antico aveva un ministro molto saggio che, qualunque cosa accadesse,
sentenziava:" Ciò che Dio vuole è per il meglio!" Questa esclamazione non
sempre riscuoteva l'approvazione del re che non aveva la stessa fede in Dio
del suo saggio ministro. Una volta il re rimase ferito in battaglia e anche
in quell'occasione il ministro sentenziò, come sempre:" Ciò che Dio vuole
è per il meglio!"
Questa volta il re andò su tutte le furie: come osava il ministro dire
una cosa di questo genere, che cosa ci poteva mai essere di buono per lui
nell'esser stato ferito?
E così fece imprigionare il ministro che accettò senza batter ciglio quell'ingiusta
punizione con la solita esclamazione: "Ciò che Dio vuole è per il meglio!".
Vinta la guerra il re tornò al suo passatempo preferito: la caccia. Proprio
durante una battuta di caccia, mentre cavalcava nella foresta, alquanto
lontano dal suo seguito, il re fu improvvisamente circondato da una banda di
briganti, adoratori della dea Kalì, alla quale essi solevano offrire ogni
anno un sacrificio umano.
Destino volle che questa volta la vittima designata fosse il re stesso, che
fu incatenato e portato nel tempio. Ma la vittima sacrificale deve essere
fisicamente perfetta e non presentare menomazioni di sorta, perciò quando il
sacerdote di Kalì si accorse della ferita del re, decretò che questi non era
adatto a essere sacrificato e lo lasciò tornare libero al suo palazzo:
quella ferita gli aveva salvato la vita!
Il re si rese conto che il ministro aveva avuto ragione e lo fece
immediatamente liberare e reintegrare nella sua carica. Quando il ministro
fu alla sua presenza, il re gli raccontò l'accaduto e aggiunse:" La mia
ferita è stata davvero per il meglio, perché grazie a essa sono sfuggito
alla morte, ma che cosa ne hai guadagnato tu, che sei rimasto rinchiuso in
prigione?". Il ministro rispose: "Maestà, se non fossi stato in prigione,
sarei stato accanto a voi nella foresta; i banditi avrebbero catturato anche
me e, dal momento che il mio corpo è intatto, avrebbero sacrificato me al
vostro posto".
Il re ammirò la saggezza del suo ministro e da allora lo tenne nella più
alta considerazione.
(Saggezza Hindù)

PERCHE' SONO NATI...
Arriva il momento in cui devi spiegare ai
tuoi figli perché sono nati.
Ed è meraviglioso se allora ne conosci la ragione.
(Henry Scott)

PROVVIDENZA
Chi crede nella Provvidenza non ha fretta
(Primo Mazzolari)

MIRACOLO A LOURDES
Lourdes 1926.
Un giovane infermo, ormai quasi agonizzante, trovò la forza di lanciare un
grido,
quando, essendo passato il Vescovo a benedire con l'Ostensorio
dell'Eucaristia,
non aveva avvertito nessun miglioramento:
"Gesù, figlio di Maria, lo dirò a tua madre che non mi hai guarito!"
Piangeva. Allora il Vescovo, intenerito per quella confidenza di bambino,
tornò indietro e lo benedisse nuovamente con il Santissimo.
Ed ecco il prodigio avvenne, perché il moribondo si alzò in piedi,
come folgorato da una forza superiore, potè camminare,
mentre sulle rive del Gave si levavano esclamazioni di entusiasmo.
Il giovane continuava a gridare: "Gesù, Figlio di Maria, mi hai guarito. Lo
dirò a tua madre".

LA SEDIA
VUOTA
Un uomo
anziano si era ammalato gravemente. Il suo parroco andò a visitarlo a casa.
Appena entrato nella stanza del malato, il parroco notò una sedia vuota,
sistemata in una strana posizione accanto al letto su cui riposava l'anziano
e gli domandò a cosa gli serviva.
L'uomo gli rispose, sorridendo debolmente:
"Immagino che ci sia Gesù seduto su quella sedia, e prima che lei arrivasse
gli stavo parlando...
Per anni avevo trovato estremamente difficile la preghiera,
finchè un amico mi spiegò che la preghiera consiste nel parlare con Gesù.
Così ora immagino Gesù seduto su una sedia di fronte a me e gli parlo e
ascolto cosa dice in risposta.
Da allora non ho più avuto difficoltà nel pregare."
Qualche giorno dopo, la figlia dell'anziano signore si
presentò in canonica
per informare il parroco che suo padre era morto.
Disse: "L'ho lasciato solo per un paio d'ore.
Quando sono tornata nella stanza l'ho trovato morto con la testa appoggiata
sulla sedia vuota
che voleva sempre accanto al suo letto."

LA VIA CRUCIS DI MADRE MAZZARELLO
Maria Domenica Mazzarello, mentre faceva la
via crucis si fermò di fronte alla stazione del Cireneo: "Se ci fossi stata
io, lì - pensava - sarei corsa ad aiutarlo! Ma non c'ero". Poi pensò: "Ma il
Signore, non è anche nelle mie suore stanche e malate?". Lasciò la via
crucis e andò in infermeria.

DAVANTI AL SALVATORE
Mentre San Giovanni Crisostomo stava per
morire in esilio a Cimana, sul mar Morto,
disse a chi lo vegliava: "Datemi gli abiti più belli, perché arriva il
Salvatore che attendo da tutta la vita"

IN MEZZO AI CANTI DI GIOIA DI UNA
MOLTITUDINE IN FESTA...
(SaI. 42,5)
Adoperatevi perchè venga rimosso ogni
ostacolo che vi impedisce di vivere fino in fondo
i misteri gaudiosi del vostro servizio e di essere per tutti sacramento
della festa.
Segno e strumento, cioè, di una letizia pasquale che straripa dalle sponde
dei recinti sacri
e allaga gli spazi profani.
Allora la gente capirà dov’è la fontana da cui attingete le acque della
speranza
e tutti andranno dietro la vostra indicazione,
ad abbeverarsi direttamente alle sorgenti del Salvatore.

GESU' EUCARESTIA
Se, quando era nel mondo, Gesù guariva gli infermi anche con il semplice
tocco delle vesti,
come non pensare che farà miracoli, quando viene dentro di noi,
nella nostra casa, con la Santa Eucaristia?
(S. Teresa di Gesù)

LA NOSTRA
MESSA
Se tu soffri e il tuo soffrire è tale che t’impedisce ogni
attività, ricordati della Messa.
Nella Messa Gesù, oggi come allora, non lavora, non predica:
Gesù si sacrifica per amore.
Nella vita si possono fare tante cose, dire tante parole, ma la voce del
dolore,
magari sorda e sconosciuta gli altri, del dolore offerto per amore,
è la parola più forte, quella che ferisce il Cielo.
Se tu soffri, immergi il tuo dolore nel suo: dì la tua Messa;
e se il mondo non comprende non ti turbare: basta ti capiscano Gesù, Maria,
i santi:
vivi con loro e lascia scorrere il tuo sangue a beneficio dell’umanità: come
Lui.
La Messa! Troppo grande per essere capita!
La sua, la nostra Messa.
(Chiara Lubich)

LA SANTA MESSA
Vale assai più una Messa che tanto lavoro e calcoli di una
settimana.
Tutto deve provenire da lì: oh, benedetto colui che sente Messa ogni giorno!
(San G.B.
Cottolengo)

PERCHE’ IL DIAVOLO NON CANTA
Il diavolo disse ad un uomo sempre allegro:
"Non capisco che cosa ci trovi di bello a cantare!"
L’uomo allegro rispose: "Non capisci perché ti manca una nota: il sì!"

LA GRANDEZZA DEL SILENZIO
Il Silenzio è mitezza:
quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti
quando lasci a Dio la difesa del tuo onore
Il Silenzio è magnanimità:
quando non riveli le colpe dei fratelli
quando perdoni senza indagare nel passato
quando invece di condannare intercedi
Il Silenzio è pazienza:
quando soffri senza lamentarti
quando non cerchi consolazioni fuori di Dio
quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli
Il Silenzio è umiltà:
quando taci per lasciare emergere i fratelli
quando non chiedi plauso e riconoscimenti
quando lasci che il tuo agire possa essere male interpretato
quando dai ad altri il merito e la gloria dell’impresa
Il Silenzio è fede:
quando taci perché è Lui che agisce
quando rinunci alle voci del mondo
per stare alla sua presenza
quando non cerchi comprensione
perché ti basta essere capito e usato da Lui
Il Silenzio è saggezza:
quando ricorderai che dovremo rendere conto di ogni parola inutile
quando ricorderai che il diavolo è sempre in attesa di una tua parola
imprudente per nuocere e uccidere
Infine il Silenzio è adorazione:
quando abbracci la Croce, senza chiedere il perché
nell’intima certezza che questa è l’unica Via giusta…
(S.Giovanni della Croce)

LA VIRTU' DELL'OBBEDIENZA
Raccontavano
di Abbà Giovanni Nano
che ritiratosi a Scete presso un anziano della Tebaide, venne nel deserto.
Il suo abbà, preso un legno secco, lo piantò e gli disse di innaffiarlo ogni
giorno con un secchio d'acqua, finchè non desse frutto. L'acqua era tanto
lontana che doveva partire alla sera per essere di ritorno al mattino. Dopo
tre anni il legno cominciò a vivere e a dare frutti. L'anziano li colse e li
portò ai fratelli radunati insieme, dicendo; "Prendete, mangiate il frutto
dell'obbedienza".
Si, quei frutti erano nati dall'obbedienza…

LETTERA
DI GESU' PER CHI VUOLE ESSERE AMICO
Carissimo,
so bene che non è sempre
facile essere capaci di vera amicizia nei confronti degli altri.
Il Padre ha fatto te, me, ciascun uomo, con il cuore pieno di un profondo
desiderio di comunione con gli altri. Tanto forte quanto è grande la paura
che ci fa la solitudine; eppure gli uomini finiscono spesso per ferirsi e
farsi dei male, come i porcospini della parabola.
Come mai,
caro amico, è così difficile andare d'accordo? Come mai succede così
spesso che due o più persone, per tanto tempo cosi affiatate, prendano le
distanze l'una dall'altra, per una parola di troppo, per uno sgarbo fatto
con leggerezza?
Se vuoi,
posso darti qualche consiglio. Non lo inventerò per l'occasione, ma ti
ripeto quanto ho detto spesso ai Dodici, lungo le strade della Palestina.
l. Per
prima cosa, bisogna saper «domare» una brutta bestia che tutti gli uomini,
chi più o chi meno, si portano dentro: la spinta a mettersi sempre al
primo posto. Ci piace essere serviti, adulati dagli altri, circondati di
complimenti e di attenzioni... per cui quando qualcuno ci disapprova
reagiamo come bestioline ferite, sbraitando e chiudendo le porte. E così
ci dimentichiamo dell'unica cosa che conta nella vita e che può farci
felici: Amare ed essere Amati. Per questo ai miei discepoli ho detto
spesso (tantissime volte!) che il numero 1 del gruppo è chi sa amare e
servire gli altri e che l'unico «pezzo grosso» tra di noi è chi sa dare la
vita per gli amici...
2. Un
altro consiglio vorrei darti: per essere un buon amico devi imparare a non
chiudere la porta del tuo cuore a nessuno ed essere pronto ad accogliere
tutti.
Pensa ai farisei dei miei tempi: per loro ladri e prostitute erano persone
impure, da cui guardarsi, gente da disprezzare cordialmente perché mai
avrebbero capito e accolto l'insegnamento di Dio. E invece quanti di loro
diventarono miei discepoli! L’altro, chiunque esso sia, è un tesoro
nascosto, tutto da scoprire, pieno di ricchezze, regalategli dal Padre
mio…
3. E infine, caro amico, ricorda sempre che
l’Amicizia è soprattutto Perdono.
Ai miei discepoli,
nell'ultima cena, ho raccomandato due cose: di rimanere uniti a me e di
volersi bene tra di loro: solo così avranno gioia piena e duratura.
Ho impegato anni per far capire che il cuore della legge è il perdono.
Prova anche tu a perdonare, ma veramente, con tutto il cuore.
lo ho fatto così e, insieme con me, tanti altri fratelli.
Iscriviti alla mia scuola del Perdono e vedrai…
Ciao e a
presto!
P.S. Ricordati che Ti Voglio Sempre più
Bene!
With Love... Gesù

LE BEATITUDINI DEI GIOVANI
Beato te che, povero in spirito,
non ti affanni a consumare continuamente come tutti i ragazzi della tua età.
Dio sarà la tua ricchezza
Beato te che, soffrendo per il male che c’è
nel mondo,
ti lasci raggiungere dal dolore degli altri e aiuti chi è nel bisogno.
Dio ti darà la sua consolazione.
Beato te che, avendo un cuore mite,
al male rispondi con il bene e ti sforzi di amare tutti.
Dio ti darà la comunione con lui.
Beato te che, avendo fame e sete di santità,
non ti senti mai sazio di Dio e lo cerchi continuamente.
Dio ti darà la pienezza della vita.
Beato te che sei misericordioso
pronto a perdonare e a fare il primo passo.
Dio sarà generoso nel perdonarti.
Beato te che hai un cuore sincero e
trasparente
incapace di doppiezza e falsità.
Dio ti farà dono della sua presenza.
Beato te che diffondi la pace
e costruisci un ambiente fraterno e solidale.
Dio ti considererà a pieno titolo suo figlio.
Beato te che consideri la sofferenza come
normale compagna di viaggio
e non ti meravigli delle calunnie, fraintendimenti e persecuzioni.
Dio è con te, ti proteggerà e ti difenderà sempre.
MANDACI LE TUE BRICIOLE E LE
PUBBLICHEREMO SU QUESTA PAGINA



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